Archivio per Aprile 2007

ADDIO 6600

29 Aprile , 2007

Il mio telefono è partito, aggiustarlo significa spenderci sopra 60 € quindi preferirei farmelo nuovo, ora la scelta è difficile, io punterei sui Nokia.
Sono indeciso tra questi due, quale sarà il migliore?

o questo

 

 

 

 

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Scena Toccante

29 Aprile , 2007

Ieri sera sono andato ad una cena per il matrimonio di un collega, alle undici e mezza, poi, sono venuti a prendermi i miei amici che con la scusa di una rimpatriata, mi hanno convinto ad andare con loro a ballare.
Dentro la disco tra le varie persone, musica, voci, risa e fumo, in un’atmosfera goliardica, c’era in un angolo un ragazzo bello cicciotto, vestito con una maglia molto aderente verde con brillantini sparsi ovunque, cappellino verde alla francese, truccatissimo, con un rossetto rosso acceso brillantinato, zigomi rossastri, occhi sul verde artificialmente marcati dal nero di qualche matita, che con indifferenza, piangeva sulla spalla di un suo amico, penso.

La Visita

29 Aprile , 2007

 

- Se devi andare a Roma vengo con te io per sentire cosa ti diranno i dottori
Disse mia madre il giovedì prima della visita.
- Mamma sei sicura? Guarda che ci saranno da fare molte scale, te la senti veramente?
- Si, certo, svegliami che vengo con te.
Arriva il venerdì mattina, suona la sveglia, ci alziamo, ci prepariamo, arriviamo in stazione, saliamo sul treno diretti per Roma Termini ed anche il tempo sembrava accompagnarci mostrando il meglio di una qualsiasi giornata.
Scale su scale, sali e scendi, finita la visita ritorniamo in stazione, saliamo sul treno, destinazione: casa.
Sul treno:
- Hai visto? Con tutte le scale che abbiamo fatto me la sono cavata, non è successo nulla!
- Direi proprio di si, mamma andiamo che siamo arrivati, scendiamo!
- Si scendiamo di là!
Arriviamo alla porta per scendere, il treno arresta la corsa, apriamo la porta, inizia a scendere prima di me proprio quando la porta vicino a lei si chiude di scatto, il signore alla nostra sinistra, per non avere intralcio per scendere gli enormi bagagli butta una borsa davanti lo scalino, l’ultimo, mia madre per non passarci sopra scivola rimanendo ancorata con un braccio alla guida di uscita della porta del vagone, emettendo se pur contenuto un piccolo grido.
Il suo primo pensiero:
- Dio mio, speriamo che non mi sono rifatta male al ginocchio e che non mi si accumula il liquido!
Era l’ultimo scalino, l’ultima fatica di una serie durata una mattinata che l’ha costretta, la sera stessa, a causa dell’incessante dolore, ad andare al pronto soccorso dove gli hanno aspirato il liquido formatosi alla rotula e gli hanno imposto di portare un tutore, al posto del gesso, fino al quindici maggio.
E poi dicono che non è vero che uno la sfiga se la porta dietro!

Riccardino

23 Aprile , 2007

Oggi è venuta a trovarci la nonna di Riccardino, come si è seduta ed ha iniziato a piangere.
Dopo un breve silenzio, ha detto che il motivo di ciò che la rende triste è il futuro di suo nipote, ovvero Riccardino, il figlio di un cugino di mio padre.
Riccardino è suo nipote ovvero il secondogenito del suo primo figlio, ha per lo più 13 anni e sua sorella invece ha la mia età.
Giovanna ha 26 anni, è una ragazza molto magra, bionda, occhi chiari che da parecchi anni soffre di sclerosi multipla a placche.
Non è autosufficiente alla deambulazione, porta un bustino metallico per fargli assumere una posizione degna della sua gioventù e da anni è seduta sulla maledetta sedia che la costringe a farsi portare dai suoi genitori ovunque lei voglia andare, incontrando qualche volta anche le cosi dette “barriere architettoniche” che non fanno altro che aumentare lo sforzo dei sui cari, che con audacia, di peso, la portano ovunque lei voglia per vederla sorridere.
Asciugandosi le lacrime, la dolce vecchietta, raccontava ora la storia di Riccardino.
Purtroppo pare che anche lui abbia la malattia della sorella, però, purtroppo, pian piano la cosa sta degenerando sempre di più.
La sua spina dorsale fa sempre più fatica a sorreggergli il peso, gli hanno gia affiancato un bustino metallico, i suoi piedi anno iniziato a manifestare, anche loro, i primi segnali, che automaticamente lo costringono a portare scarpette ortopediche.
L’equilibrio inizia gia a farsi sempre più precario e quello è il problema che lo affligge.
Raccontava la nonna che non c’è nulla di peggio di quando, naturalmente non a causa di avvenimenti furtivi, per colpa del suo scarso equilibrio cade a terra.
Il pensiero gli vola subito alla situazione traumatica della sorella, vede in lei il suo bastardo futuro, vede davanti a se la realtà crudele che gli sta offrendo la vita.
Diceva che vederlo a terra è sempre più uno strazio, vederlo lì impotente che con tutte le sue forse cerca invano di rialzarsi è una sequenza di immagini che ti graffiano il cuore, il suo pianto, le sue grida, il suo cercare di sfuggire volontariamente le mani paterne che cercano di aiutarlo, per riuscire a farcela con le sue sole forze, sono tutte piccole cose che non fanno altro che aumentare, sempre più, l’amarezza che si cela all’interno del proprio animo.
Credo che al suo posto, giustamente, sapendo di portare un tutore, sapendo di avere ai piedi delle scarpe ortopediche e poi vedersi a terra, con l’immagine davanti agli occhi di tua sorella, che da anni è seduta sulla sedia a rotelle, non sia facile per nessuno.
Perché la vita deve accanirsi cosi ferocemente contro un piccolo ragazzo la cui situazione gia di per se è tragica? A tredici anni cosa ha commesso di cosi brutale per scontare una pena così grande?

carrozzina6153.jpg

Rock

20 Aprile , 2007

Un pò di ROCK non guasta mai, specialmente in un giorno come questo….

 

 

 

Io Ballo Sola di L. Bertè

Che Tordo!

19 Aprile , 2007

8_nokia-6600.jpgErano un paio di giorni che mi sono accorto che si era rotto il bottone dell’accensione, non avendo mai il tempo di portarlo in assistenza e visto che tanto da solo non si sarebbe potuto spegnere, se non facendogli scaricare tutta la batteria, mi sono detto che sarei potuto andare avanti cosi per un altro po’ di tempo, invece, come un gran tordone, cinque minuti fa che ho fatto?

Vedendo che si era impallato ho avuto la brillante idea di staccargli la batteria, risultato?
Sono senza telefono, sono senza sveglia, domani devo andare a Roma e devo trovare anche il tempo di portarlo a far vedere.

 Mi prenderei a schiaffi da solo, qualcuno vuole aiutarmi?

Ritorno all’ Infanzia

19 Aprile , 2007

Non ho resistito, arrivato sotto l’ufficio sono andato a prendermi il mio solito caffé, entro nel bar e la signora come sempre era dietro a vedere la sua solita telenovela. Poso le cartelline, mi avvicino al bancone, lei si alza e viene verso di me e mi dice: “il solito caffé?”
Edio rispondo: “si grazie…” allungo una mano per prendere la bustina dello zucchero e dietro al bancone ci sono loro, le BIGBABOL.
L’occhio s’illumina, il sorriso mi si stampa sul volto, bevo il caffé e qualcuno dentro di me mi dice: “comprale!”
Mi faccio forza, pago, prendo le cartelline ed esco dal bar.
Arrivo su in ufficio e la collega mi dice: “mi fai una cortesia? Mi prendi un caffè?”
Riscendo al bar, chiedo un caffé da portare via, mi giro e trovo un intero espositore di pacchetti colorati con la scritta rigonfiata “Maxi Bigbabol Frittella” e dentro di me mi dico: “FRUTTELLA?”
Erano anni che non ne mangiavo più una e credo che durante il viaggio di ritorno sarò stato un vero spasso per chi mi vedeva guidare, visto che mentre guidavo, con la bocca, facevo palloni enormemente grandi!

Sono Io o Siete Voi

18 Aprile , 2007

Riecco la fase delle incomprensioni, è da lunedì che tutti mi vedono strano, è da lunedì che mi vedono felice e contento, non solo a lavoro, anche qui!
Claudia mi ha detto: “ Oggi sei felice più del solito, ma che hai fumato? Ti sei innamorato? Che hai fatto?”
E Rossana risponde:” E’ vero!!! Mica ce la racconti giusta! Come mai sei così felice?”
Mia madre: “Ti sei svegliato bene oggi, ti vedo felice? Che hai fatto di bello?”
Concetta: “Beato te che sei felice come una Pasqua, ma che hai combinato?”
Una cliente dello studio: “Oggi sei veramente solare, hai un bel sorriso, beato te, ma che ti è successo?”
Io mi sento sempre come prima! Ma sarò io o siete voi?

Domenica Pomeriggio

16 Aprile , 2007

Domenica pomeriggio non puoi partire da Terracina alle 17:30 per andare a mangiare un gelato a Gaeta. Le due città non distano molto, ma sulla Flacca, la strada che le collega, hanno posizionato un’infinità di autovelox, poi, essendo una strada tutta fatta di curve e salite, il limite è di 60 km/h ovvero per andare da una parte all’altra ci metti una cosa come un’ora, quindi ti sorge spontanea la domanda: se parti da Terracina alle 17:30, ora che arrivi, a che ora te lo mangi il gelato? Al posto della cena?
Cosi, avendo saltato la passeggiata per Roma del sabato sera, fortunatamente (leggi post precedente), ho deciso di provare ad invitarlo ugualmente per passare un pomeriggio insieme.
Visto che LUI ha accettato senza problemi, sono partito ed ho trascorso cosi un bel pomeriggio in dolce e piacevole compagnia, camminando per Roma, all’Eur.
Ci siamo raccontati, con l’occasione, un po’ di noi stessi mentre camminavamo per le strade, consumando qualcosa al bar, osservando il caldo sole che si rifletteva sul laghetto, etc.
Il posto era stupendo, pieno di gente che prendeva il sole, sembrava il lunedi di Pasquetta, c’era chi giocava, chi mangiava un gelato e chi come noi, per godersi al meglio il pomeriggio, si faceva un giro per il laghetto in pedalò.

P.S. non salivo in pedalò dal 1997.

Sabato Bingo

16 Aprile , 2007

Sabato sera, un sabato tranquillo come sempre, in programma non c’è nulla di forte, una cena al ristorante cinese e poi o il bingo o una partita a bowling.
Mentre finisci la cena ti squilla il cellulare.
_MikaDo, un ragazzo che chatta su Mirc ti chiede se sei a Latina, gli dici di si e di punto in bianco ti dice se ti va di incontrarlo ed annuisci.
Quella visita inattesa ti svolta la serata, ti mette un’allegria che prima non avevi.
L’incontro è breve, una stretta di mano, lo scambio di due parole, un sorriso stampato in viso e con i tuoi amici te ne vai al Bingo.
Tra i due si sceglie quello meno affollato, entri ti siedi e sapendo che tanto la fortuna non è mai dalla tua dici: “ma perché siamo venuti qui, il Bingo è massimo di 150 €?”
Luisa ti risponde:”perché ti fanno schifo 150 €?”

Sorridendo gli dici: “bhe se devo vincere, vorrei vincere bene!”
Poi silenzio, inizia l’estrazione, subito aggiudicano la cinquina, perdi le speranze come sempre quando ad un tratto iniziano straordinariamente a chiamare i tuoi numeri.
Te ne manca uno, anzi no, lo hanno chiamato ora, realizzi il fatto, alzi la mano, urli: “BINGO!”
E tua cugina seduta vicino a te, dice:” zitto scemo, devi fare cosi solo se lo fai veramente!”
Gli dici:” lo so, ho fatto BINGO!”