Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
(Non è Farina del mio Sacco)
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
(Non è Farina del mio Sacco)

Nel parcheggio, aspettando gli altri amici:
- sai cosa mi è successo ieri?
- no! dimmi, dimmi!- gli dico io.
- con il mio ragazzo abbiamo provato a fare sesso nell’acqua, al mare…era la mia prima volta, non che facessi sesso ma che lo facevo in acqua…
- ti è piaciuto?
- lascia stare…
- non è stato bello?
- no, vuoi sapere com’è finita?
- si…
- nemmeno abbiamo iniziato che siamo usciti dall’acqua, direzione pronto soccorso, perché gli ha pizzicato una tracina!
Basta un bacio a tradire la fiducia, basta un gesto cretino ed insulso, fatto anche senza un reale motivo a rovinare tutto quello che si era cercato di costruire.
Molte persone hanno le palle di dirlo per lo meno in faccia, che credo sia la cosa più giusta da fare, altre invece se lo tengono nascosto ma poi sono cosi “svegli” che se ne fanno accorgere non appena gli aggiri un piccolo discorso, magari anche senza una tua reale predisposizione all’argomento, non tutti sanno mentire.
Rivelato il fato le reazioni sono sempre diverse, c’è chi abbozza, chi sfuria, chi alza le mani, chi resta in silenzio e chi, sentendosi parte lesa, per una questione psichica ti chiede suadente: “dimmi che sono una merda, offendimi!”
Ed il motivo qual è? Devi passare dalla parte del cattivo te? Lo scopo?
Come si fa in questi casi?
Si lascia correre, tanto alla fine non è colpa nostra ma del mondo che va cosi o si rimane in silenzio, quel putrido silenzio che lambisce la mente ed in pochi istanti non fai altro che farti domande sull’accaduto.
Hai sbagliato te.
E’ stata colpa tua.
Sei troppo egoista.
Dovevi prenderlo più in considerazione.
Gli hai tolto spazzi vitali essenziali per la sua vita.
Non lo hai reso troppo al centro delle tue attenzioni.
Ma prendiamoci una pausa e riflettiamo con calma: cosa ha fatto lui per portarti al centro delle SUE attenzioni?
Lui non ha fatto poco, no, anzi, proprio quando magari, allo stremo delle forze, te resisti all’ennesima tentazione, perché gli porti rispetto, lui, con un gesto demente per cui non sa darti nemmeno delle valide giustificazioni si bacia con terze persone.
- non c’è stato un motivo valido, era il posto, tutti andavano mano nella mano liberi ed anche io volevo sentirmi libero, almeno per una volta, fregandome, come facevano gli altri, di chi mi stava intorno.
Fiero di te, fiero di non esser caduto in tentazione, cosa ti rimane, poi, guardandoti intorno?
Forse non ti rimane nulla, forse ti rimangono solo un cumulo di macerie a ricordo di un qualcosa che preferisci scordare, che preferisci allontanare da te come l’incubo più brutto che hai fatto nell’età della giovinezza.
E sono questi i momenti in cui, facendo un’analisi introspettiva, ti domandi se ne vale la pena o no, se sia giusto istaurare rapporti affettivi stando sempre con il timore che ciò possa accadere, o se è meglio divertirsi, tanto il tempo per mettere la testa a posto lo si trova sempre.
Molte volte ci si passa sopra, altre ci si perde di vista, è difficile poi dare consigli in queste occasioni perchè non c’è un modo giusto ed un modo sbagliato.
L’unico punto fermo, come dice Alda Merini, è solo questo:
“Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri.”
Ciao bello come va? Io sono Matteo, sei davvero stupendo e molto molto eccitante. Posso kiederti un favore? Mi regaleresti un paio dei tuoi slip usati? Non importa che siano di marca ma basta ke siano pieni dei tuoi umori, pagherei almeno le spese di spedizione se ti va. Che ne dici mi rendi felice con questo tuo piccolo gesto? Scusa la rikiesta assurda ma… non so resisterti
Il giamaicano Usain Bolt ha conquistato, alle Olimpiadi di Pechino, la seconda medaglia d’oro nei 200 metri, lasciando il segno di questa spettacolare impresa battendo il vecchio record mondiale con il tempo di 19″30. il precedente limite di 19″32, era stato fissato dal fantastico Michael Johnson, di origine statunitense, alle Olimpiadi di Atlanta 1996.
Non ci sono parole per definire un giovane quasi ventiduenne, il suo compleanno sarà domani, che compie un’impresa simile.
E se può sembrare brutto, montato, se prima della gara scherza, se festeggia la sua vittoria con balli goffi quasi come se fosse un indiano d’America e se finita la sua prova, si permette di dire all’intera platea: “Sono il numero uno!”, lasciatelo fare alla fine che volete?
Lui è semplicemente Bolt, l’Uomo Più Veloce Del Mondo!

- Pippare cocaina ha brutte controindicazioni, lo sai?!
- Ma che stai dicendo?
- si guarda Lapo, pippa col naso e gli viene bruciore di culo!
(E. Salvi)

Finito il mini-concerto.
- Paola, Chiara un autografo…
Dico allungando la mano con pennarello ed il cd (originale, ci mancherebbe altro, anche se eravamo in pochi ad averlo con questa caratteristica).
- subito! – risponde
– come ti chiami?
- Kammykaze
Mi guarda perplessa, alza gli occhi al cielo, pensa e dice:
- Kammykaze, Kammy-Kaze…
- si, sono sempre io…
Ride.
- ecco perché non mi è un nome nuovo, mi ricordo, ci segui ovunque…
Chiara, guardando il mio amico, ridendo:
- vi riconosco, eravate davanti il palco che cantavate tutte le nostre canzoni, bravi, Grazie Ragazzi!
Le gente non si rende conto di ciò che fa, molte volte, alcune persone, fanno delle cose senza riflettere. Basta pochissimo per rendersi conto di chi si ha davanti, se è una persona onesta o se semplicemente è il solito cretino di turno.
Perché molte persone, invece di essere come sono, si costruiscono volontariamente personaggi che poi gli stanno scomodi e che in un batter d’occhio sminuiscono alla grande il loro essere, mettendone a nudo la fragilità, la stupidità e la loro propensione a raccontare balle megagalattiche?
Lui al mio amico diceva:
- sei bellissimo, quando sto con te sento come di stare in paradiso, sei una persone come poche, non dico che mi stai facendo innamorare, ma quasi…
E poi, in una calda sera di agosto, tornando a casa dopo aver passato una serata con amici, ce lo siamo trovato davanti, in preda alla struggente speranza di incontrare qualcuno, in uno dei più famosi posti d’incontro della zona.
In questi casi, come dice il mo amico, le cose da valutare sono sempre due:
1) La sua onestà, almeno lui gli ha sempre detto che oltre all’amicizia ed alla attrazione fisica, in questo momento, non pensava e provava altro.
2) La sua magnifica figura di merda, meritata ed incastonata nella sua incantevole personalità che non gli toglierà mai nessuno.
Perché si fatica molto ad assumere sembianze che non ci appartengono? Se i risultati sono sempre questi, cosa li spinge a farlo?
Forse non c’è un vero e proprio motivo, forse non è un caso, forse non dipende da noi o meglio da chi si comporta sempre in maniera limpida e leale, forse dipende solo dal fatto che molte persone nutrono questo interesse, nascosto, a collezionare, fieri, queste favolose “magre” figure. Complimenti.
La nipotina dice alla zia anziana:
- lo sai che io sono capace di fare la ruota?
- ah! Si? Davvero? E chi ti ha imparato?
- mamma…
- E dove la fai? Per terra? (quali sarebbero gli altri posti?)
- si la faccio per terra..
- e dove la vuoi fare? Qui?
- no qui no, non c’è spazio poi mi faccio male…
E la cinica zia:
-brava falla a casa tua, se la fai qui e ti fai male sono problemi, se la fai a casa tua e ti fai male invece è gia un’altra cosa…
SMS
Ciao come va? Volevo invitarti al mio compleanno sabato 9 agosto a Sperlonga e mi farebbe piacere se veniste. Mi fai sapere se vieni x favore appena puoi? Ciao
Ore 15:36 del 04/08/2008
SMS
Ciao volevo sapere cosa avevi deciso di fare x il compleanno ho bisognosi sapere se vieni xkè devo organizzarmi in base al num delle persone mi fai sapere
Ore 16:01 del 07/08/2008
Arriva il giorno nove, si era deciso di andare perché alla fine, anche se lui è questo qui, sapevo di rincontrare dei vecchi amici.
Il regalo fatto in 5 persone ci era venuto a costare cinque euro, per una serata tra amici, insomma, ne sarebbe valsa la pena.
Di 5 persone alla fine siamo partiti solo in due, meglio di niente, tanto gli altri della comitiva li avremmo trovati lì.
In macchina:
- Kammykaze, ma te che ti aspetti di trovare?
- beh…sono curioso, chissà quanta gente troviamo, compleanno ad agosto, Sperlonga : località balneare per gente facoltosa, discoteche lì vicino, locali sempre pieni…lui poi ha tantissimi amici…sono curioso!
- speriamo solo che non piova…guarda che tempo…
- ti immagini, pensa invece se siamo io, te e lui…che tristezza….
A pochi metri da casa sua, visto che portavamo una mezz’ora di ritardo, arriva un nuovo messaggio:
SMS
Allora che fate? Vi siete persi o non venite più?
Ore 22:05 del 09/08/2008
Lo chiamiamo e gli diciamo che eravamo arrivati, lui ci dice di aspettarlo, che ci sarebbe venuto incontro.
Scendiamo dalla macchina mentre vediamo una goffa figura che si avvicina sempre di più.
- scusatemi, datemi una sigaretta vi prego!!!
- ciao, tanti auguri, non credevo fosse ieri il tuo compleanno, pensavo fosse oggi, scusami… – gli dico
- datemi una sigaretta dentro non posso fumare, c’è mio padre, io sono asmatico, quindi non vuole che fumo…
Gli diamo una sigaretta, l’accende, tira due boccate piene, si inebria di fumo e sconsolato ci dice:
- scusatemi, lo so che vi farete due palle, ho preparato perché dovevamo essere in 50 persone invece non è venuto nessuno, dentro ci sono solo mia madre con mio padre, le mie due sorelle con i mariti ed i figli, dei miei cugini e due miei zii, sono tutti quasi quarantenni.
- scusami e gli altri tuoi amici? – Gli chiede il mio amico.
- zitto, mi hanno deluso tutti…nemmeno mi hanno chiamato, dopo avermi dato conferma, oggi mi hanno mandato un sms dicendo che non sarebbero più venuti, capito? Nemmeno mi hanno chiamato…mi hanno mandato un sms…
Arrivati alla famosa festa, eravamo gli unici due stranei oltre ai suoi parenti, nemmeno il tempo di sederci, di prendere qualcosa, che inizia ad alzarsi il vento.
I lampi che si intravedevano durante l’andata erano sempre più vicini, le stelle nel cielo non c’erano più, un tuono irrompe nel vociferare della festa, incomincia a piovere.
La festa viene trasferita in casa.
In uno spazio ristretto, in venti, cerchiamo di convivere tra le urla dei 5 nipotini piccoli e limitando i movimenti andando, sempre, ad occupare gli spazzi lasciati liberi da chi aveva avuto la brillante idea di spostarsi.
- taglia la torta, tanto ormai…sono gia le undici!! – gli dice la sorella
Lui, credo nel momento più triste e deprimente della serata, si gira prende il cartoccio, lo apre e tira fuori la torta.
Posiziona in mezzo il classico numero correlato tanto di candela.
Si accende il misero cero azzurro mentre tutti quanti gli intonano uno stonato “Tanti Auguri a TE”, la sorella gli scatta le foto immortalando per sempre credo il momento più “bello” della sua vita, mentre la madre, contemporaneamente al soffio ed alla espressione chissà mai di quale desiderio, accenna un tristissimo:
- ora che tagli la torta, fai le fette belle grosse, almeno ne buttiamo via di meno…