Archivio per la categoria ‘new face’

Baustelle – Dark RooM

12 Ottobre , 2008

 

Ciao
che fai
mi vuoi?
ok
ti va?
di qua
ci sei?
ne fai miracoli?
Reciti bene
io non so chi sei
vorrei gli dei
quaggiu
perchè così rinascerei
senza guai
Dark Room

Che cosa vuoi?
tramonti
che cosa dai?
che sconti fai?
che occhi neri hai?

Tu sei qui con me
vicino a me
che posto strano
io ti annuso e ti
codifico: essere umano

No non vuoi
perchè?
non so
Ci stai?
così non posso
gli altri guardano
proprio noi
Dark Room
no così non va
non sei gli dei
per me
perchè
c’è brutta musica… stupida
Dark Room

Che segno sei?
Leone
Quanti anni hai?
E che progetti fai su di me?

Tu sei qui con me
vicino a me
che posto strano
io ti annuso e ti
codifico: essere umano

Tu sei qui con me
vicino a me
mi sembri strano
cicca spenta sul parquet
ti prendo e poi ti fumo

- Orsetto Del Cuore -

22 Maggio , 2008

 

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Grazie a Tom Bombadil per la foto.

La Cura

8 Maggio , 2008

Discorsi, tipici, da ambulatorio:

Infermiera:

- Sei fortunato…meno male devi fare una iniezione ogni ventotto giorni e meno male che hai l’esenzione…
- perché?
- non per niente ma sai…per la cura che devi fare ogni iniezione ti viene a costare € 1427,32!

Parole Amiche.

25 Febbraio , 2008

“Quando hai bisogno di una parola amica non contarci…non frega un cazzo a nessuno!”

P. S. Certo se magari ti confidassi visto che devono cercarti sempre gli altri, mentre te non cerchi mai, nemmeno quando hai bisogno!

Niente Resto

10 Dicembre , 2007

- lei deve fare la visita alle dieci vero?
- si…
Mi fa:
- sono € 20,66
Le porgo 50, e lei mi dice:
- non ho da darle il resto…
Ed io, puntando il suo porta spicci:
- come no, guardi lì…
E lei:
- ma se le do il resto a lei agl’altri che gli do? Faccia una cosa, vada a fare la visita, pagherà dopo…
Seguo il suo consiglio, vado a fare la visita e riprendo il numero per fare il pagamento.
Arrivo in cassa, i soldi erano sempre 20,66 ed io ritiro fuori i miei 50.
- no no no… non posso, non ho resto, se lo faccio a lei non ho da farlo agli altri..
Gli rispondo:
- e secondo lei allora io cosa dovrei fare, visto che sono gia due volte che cerco di pagare e mi dite che non volete farmi resto?
- deve cercare un bar, cambiarli e tornare a pagare…
La guardo come per dirgli: “ma prima di parlare, ragioni almeno un pò?”
Le rispondo:
- ok…a tra poco…
Speriamo sia andata a casa e non stia ancora lì ad aspettarmi…

- Scusi Ma è Il Mio Turno!

10 Dicembre , 2007

In Fila dalle 7 a.m. del mattino per un prelievo del sangue, il tempo che non passava mai, i ridicoli discorsi soliti di sala d’attesa, la noia.
Alle 8 aprono le casse, lente anche quelle, come se la mattina di questo lunedì non volesse mai partire e giungere al termine.
A pochi minuti dalle 9 arriva lei: Jeans blue scuro dentro stivali neri, maglione dolce vita, giubbotto leopardato, criniera bionda, con in mano un foglietto, il suo numero che ormai era passato da oltre una dozzina di numeri.
Si avvicina lesta ad un signore, gli mostra il bigliettino e gli dice sorridendo come una gatta morta:
- scusi ma che numero stanno servendo?
Il signore, furbo, non si lascia trascinare dalle sue arie, gli fa notare che il suo turno ormai era andato, cosi la furba mi si accosta e dice:
- ma a che numero siamo?
Sorride.
La guardo e gli dico:
- siamo al 287, io ho il 290 mentre lei che ha il 277 è in ritardo! Deve rifare la fila!
Non curante si scansa, senza rispondere e va a parlare con altre due ragazze vicino la cassa e loro, come me gli dicono la stessa cosa, cosi non curante di tutti la dolce signora si avvicina alla cassa e dice all’impiegato:
- scusi qui nessuno ci capisce nulla, ma il mio numero è passato?
Ed il cassiere:
- si signora!
E lei:
- allora mi fa pagare visto che la fila è andata?
- non posso deve chiederlo a chi tocca…
E lei:
- beh…mica saranno cosi cattivi…
Ed io:
- si signora, in particolar modo questa mattina..
E lei sorridendo:
- sta scherzando?
- NO! Io non la lascio passare, si scansi che tocca a me, se vuole passare lo chieda a chi è dopo…
- la ringrazio, è molto gentile vedo…
- PREGO non c’è di che, scusi ma è il mio turno…

Lara Fabian – Adagio

8 Dicembre , 2007

 

Non so dove trovarti
Non so come cercarti
Ma sento una voce che
Nel vento parla di te
Quest’ anima senza cuore
Aspetta te
Adagio
Le notti senza pelle
I sogni senza stelle
Immagini del tuo viso
Che passano all’ improvviso
Mi fanno sperare ancora
Che ti trovero
Adagio
Chiudo gli occhi e vedo te
Trovo il cammino che
Mi porta via
Dall’ agonia
Sento battere in me
Questa musica che
Ho inventato per te
Se sai come trovarmi
Se sai dove cercarmi
Abbracciami con la mente
Il sole mi sembra spento
Accendi il tuo nome in cielo
Dimmi che ci sei
Quello che vorrei
Vivere in te
Il sole mi sembra spento
Abbracciami con la mente
Smarrita senza di te
Dimmi chi sei e ci credero
Musica sei
Adagio

 

N.B. Ogni riferimento non è puramente casuale.

Gondole e Gondole

3 Dicembre , 2007

 

Il locale è sempre lo stesso, esiste da quando ero in fasce, certo è passato di proprietà dalla madre alla figlia, ma l’alimentari è sempre lo stesso, nonostante tutto, però, mai che riuscissi a trovare qualcosa che mi serve senza chiedere aiuto.
Oggi era il giorno del bicarbonato di sodio e del pane grattugiato.
Mi affaccio nella corsia e chiedo:
- Sara dov’è il pangrattato?
- vicino al frigorifero…
Ed io:
- ok, grazie..
Ed inizio a cercare il bicarbonato di sodio.
Giro tutto il negozio ma niente, nemmeno l’ombra, quindi ritorno in corsia e dico:
- Sarà ed il bicarbonato di sodio?
- nella seconda gondola…
Dentro di me dico: “lo sai sei mezzo sordo, hai capito male, fai prima a richiederglielo!”, quindi mi riaffaccio e ripeto:
- dove?
E lei:
- guarda nella seconda gondola…
Ed io:
- oddio ma che mi sono teletrasportato, senza volerlo, a Venezia?

Indicazioni Terapeutiche

25 Novembre , 2007

Stati di ansia. Squilibri emotivi collegati a stress situazionali, ambientali e ad affezioni organiche acute e/o croniche. Distonie neurovegetative e somatizzazioni dell’ansia a carico di vari organi ed apparati. Sindromi psiconevrotiche. Nevrosi depressive. Agitazione psicomotoria. Stati psicotici a forte componente ansiosa e con alterazioni dell’umore. Disturbi del sonno di varia origine.
Le benzodiazepine sono indicate soltanto quando il disturbo è grave, disabilitante o sottopone il soggetto a grave disagio.

Questo è Quello Che Mi Spaventa

25 Novembre , 2007

Oggi, visto che i miei sono partiti per un week-end, sono andato a portare le medicine a mia zia che vive in una casa di cura poco distante da casa nostra.
La giornata non era delle migliori, il cielo era grigio, faceva freddo, ogni tanto scendeva qualche goccia, la solita goccietta che serve a sporcare la macchina di chi, in preparazione al sabato sera, ha passato circa due ora per tirare a lucido il colore della carrozzeria.
Umore basso gia di suo, causato anche dal fatto che in ufficio, visto l’inghippo scoperto all’ultimo momento, abbiamo tirato fino a quasi le due nonostante fosse sabato mattina.
Una volta suonato il campanello e dopo aver fatto la solita presentazione, il click automatico del cancello mi sveglia dal fatto che stavo per entrare in un posto dimenticato da tutti. La casa ha recinzioni e cancelli enormi, quasi a precludere gli ospitati a non provare ad avvicinarsi verso l’uscita, dando un senso di imprigionamento quasi a dir poco spaventoso.
Arrivato all’uscio della porta non mi rimaneva altro che entrare, controvoglia.
Davanti alla colonna, vicino al tavolo da pranzo, c’era una tv accesa, disposti a ferro di cavallo poi c’erano tutti gli ospiti della casa.
Silenzio tombale, quasi come se nessuno volesse disturbare la voce del giornalista, che con tono solenne elencava i fatti più significativi del giorno.
Questo è quello che mi spaventa, questo è quello che mi fa paura.
Vivere così, solo, in mezzo ad estranei.
Unico riferimento del giorno, una piccola tv con volume leggermente alto per far fronte a chi ha problemi d’udito.
Alzarsi, sedersi davanti ad una tv, mangiare ed andare a dormire, questo è quello che spero non mi succeda mai, questo è quello che spero non arrivi mai.
Queste ed altre cose sono state la causa di questo sabato, sotto le righe, che con lunghi strascichi volge al termine sofferente.