Dopo molte volte che disertavo mi sono deciso ad uscire una sera con Saverio.
Martedì sera ci siamo ritrovati a Terracina, fuori c’era gia di per se un tempo pessimo, la voglia in me era assopita chissà dove e tutto lasciava presagire che non sarebbe stata una bella serata.
Molte volte non riesco a capire se sono bravo io a prenderci, ad indovinare le cose per essere chiaro o se sono bravo a tirarmi dietro la malasorte.
Come è arrivato si è messo dietro di me ed aspettava, io non curante aspettavo lui, pioveva non avevo voglia di scendere dalla mia macchina per entrare nella sua, mi suona, gli suono, scende dalla sua macchina, si avvicina alla mia, bussa al finestrino è mi fa:
- scendi, andiamo con la mia.
Scendo, salgo nella sua macchina, non faccio in tempo a parlare che gia mi chiede:
- hai qualche posto in particolare dove vuoi andare?
Ed io:
- andiamo a berci qualcosa.
Lui:
- no ti porto in posto dove non sei mai stato.
Parte ed inizia ad imboccare la statale.
Entra in una stradina ed arriva in una piazzola vicino al mare.
Poi con molta nochalance mi dice che quello era un posto che aveva scovato lui dopo la sera in cui ci eravamo conosciuti, ovvero, finita la serata, tornando verso casa, era andato in cerca di un luogo isolato per stare con me, problema grave visto che io non volevo stare isolato con lui.
Si parla del più e del meno, o meglio parlava visto che è dotato di una notevole parlantina, fino a quando non inizia a spogliarsi, in pochi istanti me lo sono ritrovato in mutande che voleva stendersi vicino a me, visto che però da parte mia non trovava complicità, più volte ha tentato di slacciarmi i jeans o di togliermi la felpa senza però riuscirci.
Prendendo poi le mie mani con le sue, cercava di farsi toccare in tutti i posti possibili, naturalmente senza mai riuscirci.
Non curante di me, che cercavo di fargli capire che stava esagerando, mi ha tolto una scarpa, mi ha preso il piede e mentre provava a sfilarmi il calzino, volontariamente, gli ho tirato un calcio e l’ho colpito sul viso.
La sua reazione è stata quella di dirmi:
- allora permetti questo
Cosi facendo si è sfilato le mutande e con fare poco elegante cercava di buttarsi addosso a me dicendomi:
- fammi strusciare contro di te.
Non ci ho visto più, l’ho preso per il collo, gli ho sbattuto e premuto il viso contro il finestrino e gli ho detto:
- forse non hai capito, io non sono venuto per scopare
A stento a risposto:
- nemmeno io.
- allora piantala
- no io adoro essere in intimità con te
- in intimità, così, come te, nudo, io ci sto con qualcuno per cui IO provo qualcosa di più di un
legame semplice di amicizia, se te così sei in intimità con me e ti piace, io, così, non lo sono con
te, lo capisci o no?
Naturalmente la serata è finita così, mi ha riportato alla macchina e me ne sono ritornato a casa.
Durante il ritorno mi chiedevo se può una persona passare una vita con un individuo del genere, uno che non ti ascolta, logorroico, privo di rispetto altrui, la risposta naturalmente è stata negativa, ma nonostante la capocciata che gli ho fatto dare al vetro, come sono entrato in casa mi è arrivato un suo sms dicendomi: “Micetto, pensavo che non ho la tua e-mail, me la vuoi dare?così possiamo comunicare di più di qualche sms, che ne dici?”
“dico che prima che ti risponderò ne passerà di acqua sotto i ponti…!”