L’eutanasia…

Un mio amico mi ha detto che poco tempo fa, nel reparto dell’ospedale dova lavora, hanno ricoverato una signora anziana. La sua situazione era molto critica, ovvero, cerebralmente morta, fisico ad uno stadio iniziale di decomposizione dei tessuti interni ed esterni (da come raccontava passandoci a fianco si sentita di tutto tranne che il profumo), cuore mantenuto in movimento da una soluzione endovenosa a base di adrenalina, respiro stabile ma indotto da un polmone metallico, età più di ottanta anni, etc…

Dopo giorni e giorni, finalmente, arriva un’anestesista, la vede in quelle condizioni ed inizia a staccargli i macchinari, in poche parole gli ha regalato il riposo eterno.

Ora io non mi esprimo in merito, se è giusto o no, non lo voglio sapere, come nel caso Welby, come in questo, come in altri casi, io credo solo in una cosa, avere un parente stretto in queste condizioni è motivo di disagio per tutta la famiglia è vero, vederlo lì dolorante è motivo di strazio, però, mi piace credere che “fino a quando c’è vita, c’è speranza”, assurdo o no in queste condizioni, invece di decidere di staccare la spina o meno, io mi concentrerei più sulla preghiera, a Dio, a Maumetto, a Budha, a qualunque divinità sia il credo di ognuno, perchè preferirei piangere di gioia per un miracolo, per quanto impossibile possa essere, che soffocare nelle lacrime il ricordo di una persona scomparsa.

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