Paolo

Riferendoti alla “Contessa di Polignac” hai detto:
– Il mondo gay va in rovina per soggetti come lui…
Solo perché aveva dei zatteroni, era truccato, era pieno di brillantini, visibilmente effeminato e parlava troppo dicendo cose magari senza senso, ma divertenti.
Poi hai aggiunto:
– Sai, è da molto che non ti sogno nei miei soliti sogni erotici e mi dispiace perché sognarti, per me, è sempre un piacere…
Mi stringi e mi riempi di baci, coccole e carezze.
Paolo il mondo gay non va in rovina a causa di soggetti come lui, ma per colpa di quelli come te.
Mi hai detto più volte che ti piaccio, dici che sono il tuo “armadione preferito” a tutti i tuoi amici, mi dici quando mi sogni e mi descrivi tutto: dalle posizioni al numero delle volte che arrivi al piacere, ti piace quando ti stringo ed ogni volta su Messenger non fai altro che chiedermi la data del nostro futuro incontro, coincidente sempre con qualche sabato in disco.
Ti ho chiesto il numero e tu mi hai detto:
– Evita di mandarmi sms, di farmi chiamate inutili, di scorrere la tua rubrica e di farmi squilli perché non hai nulla da fare e mi pensi!
Mi sono stato zitto, non ho detto nulla, nemmeno ti ho chiesto:
– Che te lo sei comprato a fare il cellulare?
Un giorno ho preso il coraggio a due mani e ti ho detto:
– Se mi sogni spesso, se ti piaccio, se mi vedi l’oggetto sessuale dei tuoi desideri, perché non ci frequentiamo?
Mi hai risposto:
– Mi spiace io credo solo nei colpi di fulmine e con te non è scattato, quindi, è inutile che ci frequentiamo!
E poi fai cosi, puntualmente ti attacchi, ti strofini, mi baci, mi abbracci e come ieri sera alla domanda del tuo amico:
  – Perché non vi fidanzate?
Rispondi:
– Io vorrei è lui che non vuole…
Il mondo gay, come dici te, fa schifo a causa tua e di tutti quelli come te, che se ne sbattono dei sentimenti altrui, a cui sembra tutto facile ma in realtà è tutto effimero, che lanciano sassi e nascondono le mani, che della vita e delle persone non hanno ancora capito nulla, che sono solo capaci a guardarsi intorno, giudicare, parlare male del prossimo e rimanere in mano con un pugno vuoto, dire che il mondo fa schifo e piangere di notte a causa della sofferta solitudine interiormente premeditata, e questo è il vero motivo perché ieri sera, con la banale scusa di dover andare al bagno, mi sono alzato e per l’intera serata non mi hai più visto.

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