Riccardino

Oggi è venuta a trovarci la nonna di Riccardino, come si è seduta ed ha iniziato a piangere.
Dopo un breve silenzio, ha detto che il motivo di ciò che la rende triste è il futuro di suo nipote, ovvero Riccardino, il figlio di un cugino di mio padre.
Riccardino è suo nipote ovvero il secondogenito del suo primo figlio, ha per lo più 13 anni e sua sorella invece ha la mia età.
Giovanna ha 26 anni, è una ragazza molto magra, bionda, occhi chiari che da parecchi anni soffre di sclerosi multipla a placche.
Non è autosufficiente alla deambulazione, porta un bustino metallico per fargli assumere una posizione degna della sua gioventù e da anni è seduta sulla maledetta sedia che la costringe a farsi portare dai suoi genitori ovunque lei voglia andare, incontrando qualche volta anche le cosi dette “barriere architettoniche” che non fanno altro che aumentare lo sforzo dei sui cari, che con audacia, di peso, la portano ovunque lei voglia per vederla sorridere.
Asciugandosi le lacrime, la dolce vecchietta, raccontava ora la storia di Riccardino.
Purtroppo pare che anche lui abbia la malattia della sorella, però, purtroppo, pian piano la cosa sta degenerando sempre di più.
La sua spina dorsale fa sempre più fatica a sorreggergli il peso, gli hanno gia affiancato un bustino metallico, i suoi piedi anno iniziato a manifestare, anche loro, i primi segnali, che automaticamente lo costringono a portare scarpette ortopediche.
L’equilibrio inizia gia a farsi sempre più precario e quello è il problema che lo affligge.
Raccontava la nonna che non c’è nulla di peggio di quando, naturalmente non a causa di avvenimenti furtivi, per colpa del suo scarso equilibrio cade a terra.
Il pensiero gli vola subito alla situazione traumatica della sorella, vede in lei il suo bastardo futuro, vede davanti a se la realtà crudele che gli sta offrendo la vita.
Diceva che vederlo a terra è sempre più uno strazio, vederlo lì impotente che con tutte le sue forse cerca invano di rialzarsi è una sequenza di immagini che ti graffiano il cuore, il suo pianto, le sue grida, il suo cercare di sfuggire volontariamente le mani paterne che cercano di aiutarlo, per riuscire a farcela con le sue sole forze, sono tutte piccole cose che non fanno altro che aumentare, sempre più, l’amarezza che si cela all’interno del proprio animo.
Credo che al suo posto, giustamente, sapendo di portare un tutore, sapendo di avere ai piedi delle scarpe ortopediche e poi vedersi a terra, con l’immagine davanti agli occhi di tua sorella, che da anni è seduta sulla sedia a rotelle, non sia facile per nessuno.
Perché la vita deve accanirsi cosi ferocemente contro un piccolo ragazzo la cui situazione gia di per se è tragica? A tredici anni cosa ha commesso di cosi brutale per scontare una pena così grande?

carrozzina6153.jpg

2 Risposte to “Riccardino”

  1. andrea Says:

    Non c’è risposta al dolore, purtroppo, nè alcuna logica … la vita si accanisce contro chi è più debole e chi è lì … vicino … è impotente e non si dà pace … Una volta un dottore mentre mi vedeva piangere sul letto che avrebbe portato per sempre via mia madre mi disse che aveva fatto il missionario in Africa e che aveva visto bambini e madri senza futuro e speranza e che dovevo ritenermi fortunato per ogni cosa che la vita mi aveva donato anche se triste … ma io mi tormentavo e smisi di credere in qualsiasi cosa … Perchè … perchè accanirsi contro una creaturina esile e fragile … perchè farla soffrire in un modo così atroce … vederla sulla sedia a rotelle … mentre lentamente si spegne, mentre i suoi muscoli diventano così deboli da non poter neanche più riuscire ad accarezzare o a stringere la mano al proprio figlio mentre quegli occhi ti guardano, ti implorano e ti dicono quanto avrebbe voluto farlo … e tu trattieni a stento le lacrime perchè non vuoi farti vedere triste … ma infondo quel dolore puoi sopportarlo, devi farlo … ma quello che ti strazia è il non sapere cosa stesse provando lei e non poter far niente per alleviare un minimo il suo dolore e strapparle quel male di dosso … rabbia, impotenza, tristezza … attimi di vita che sfuggono e non riesci a controllare … eppure è vita … il perchè di tanto dolore non lo capirò e non lo accetterò mai … ora posso solo con un nodo stretto in gola mandare un grosso abbraccio e un sorriso a Riccardino e Giovanna e alla loro nonna … augurando loro di trovare per quanto possibile quel pò di felicità che può essere sottratta al dolore …
    Andrea

  2. nonsonounacommessa Says:

    Difficile poter dire qualcosa, queste cose non riesco neppure a commentarle, resto proprio senza parole..
    Baci.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: