Ops…Mi mancava!

Mattina, ufficio, si apre la porta della sala d’attesa ed entra un vecchiotto.
Camicia a quadri dentro i pantaloni, bretelle blu, scarpe vecchie sporche di fango, strano rigonfiamento all’altezza della vita, molto probabilmente era il pannolone supponendo che soffra d’incontinenza, alza la mano, tremante, al mio passaggio e mi dice:
– tu sì no bastardone, mi sì fatto pagà ottantaeuri pè la…la domanda, ma mi sì fatto la tessera, tepozzen’accide!
Ed io ridendo:
– Ennio ma che stai a dì!
Tutti in sala ridono.
E lui ribatte:
– me la sì fatta di nascosto…
Ed io:
– Ennio vieni qua, che ti spiego, ti ho fatto la domanda e la tessera, però, in cambio, non ti faccio pagare la denuncia dei redditi di Venerina…
E lui ridendo:
– io lo so, io lo so…che tu sei nà “PUTTANA”!

STOP

Mi sono venute in mente subito tre supposizioni:
1) potrebbe essere successo che io sia andato a lavorare sotto casa sua senza saperlo, le strade di notte sono quasi tutte uguali;
2) anche lui come me frequenta a Roma qualche locale gay;
3) si sarà sbagliato a parlare?

PLAY

Le prime parole, morendo dal ridere, sono state di Marco:
– da oggi ti prenderò sempre per culo e ti chiamerò: “PUTTANA!”
E lui rideva, Ennio rideva ed io, pensando alla mia situazione, ridevo ancora più di loro.

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