Nuovi BABAU

 

“Una mia giovane amica, che da un mese insegna come supplente in una scuola media, ha proposto di leggere in classe un racconto di Buzzati, Il Babau. Celebre racconto su una celebre figura della paura, appunto, il Babau, essere misterioso e informe che viveva sotto i letti, dietro le porte, nelle cantine o fuori dalla finestra di una notte buia. Sì, viveva, perché il Babau per i ragazzini di oggi non esiste più. Gli allievi della mia amica non sapevano chi fosse.
Recluso nella sua paura, il Babau ha finito per scomparire in quell’ombra che era la sua sostanza. Del resto Buzzati, nella chiusa del racconto, lo aveva previsto: « … e tutti i bambini del mondo continuarono a dormire placidi, senza immaginare che il buffo amico- nemico se n’era andato per sempre. Era molto più delicato e tenero di quanto si credesse. Era fatto di quell’impalpabile sostanza che volgarmente si chiama favola o illusione: anche se vero.
Galoppa, fuggi, galoppa, superstite fantasia. Avido di sterminarti, il mondo civile ti incalza alle calcagna, mai più ti darà pace » . Il fatto è che i bambini dormono sonni tutt’altro che placidi. Uno dei ragazzini ha risposto che sua madre da piccolo minacciava di portarlo « al campo nomadi » . Dove a essere raggelante non è il luogo, ma la paura della madre.”

 scritto da: LAURA BOSIO

Avvenire del 21/10/2008

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