Lettera Anonima (Esporsi)

2 Gennaio 2009 – 21:18

Ciao,
mai avrei pensato di trovarmi a scrivere una lettera per quello che alla fine uno è “uno sconosciuto” o meglio “una persona in via di conoscenza” come tu sei per me ed io per te.
Ma la cosa particolare e che scrivo queste righe con una nota di puntiglio e di stizza.
Sei una persona che sa farmi profondamente incazzare!
E non puoi capire quanto sia contento di questo!
Io, perennemente accomodante con tutti. Io con il mio spirito da vacca sacra che se ne sta buono e immobile dove lo metti. Io il vecchio affidabile su cui versare fiumi di lacrime nel momento del bisogno. Io che ho sempre un buona parola per tutti. Io che ascolto tanto e non parlo tanto. Io che se anche parlassi alla fine da chi sarei ascoltato? Insomma mi piaci perché mi tieni testa.
Mi fai girare le palle con le tue battutine al vetriolo, mi fai incazzare coi silenzi lunghi decadi, mi stranisce che devo venirti a salutare sempre io per primo…però alla fine c’è sempre quella sincerità che tanto mi piace, che tanto cerco negli altri e che raramente trovo. Forse sarà la facilità del parlare in maniera sterile tramite modem e monitor, non lo so ma questo per me significa essere persone genuine. E tu lo sei.

Adesso ti sto scrivendo fomentato dal nervosismo, per delle cose dette da te poco fa in msn che non puoi capire quanto mi hanno inferocito.

Ma andiamo per punti:

1) possiamo essere amici e scherzare
Che dovrei fare? Ringraziarti? Da quando in qua le persone devono mettersi d’accordo per diventare amici? Avrei preferito un’ esortazione con un “vogliamo”, un invito non una possibilità. Comunque ci sono persone che non sono in grado di darti nemmeno quella, quindi accetto. Infastidito, ma accetto!

2) altro da me non lo puoi avere perchè sei troppo piccino
Ecco qui avessi potuto t’avrei spellato! Chi ti ha detto che cerco “altro” da te? Chi ti ha detto che cerco “qualcosa” da te? Chi ti ha detto che “ti” cerco? No aspetta….c’è qualcosa che non va… effettivamente ti cerco a chi la voglio dare a bere? Ma allora cos’è che mi ha infastidito?…si, si è quello che mi ha infastidito…quel “troppo piccino”…che cazzata! A parte che se pure cercassi qualcosa non so se potrei trovarlo su internet e tantomeno non so se potrei trovarlo in te…però qui è stato il precludermi una possibilità dopo che me ne era stata offerta una a farmi incavolare! Se pure cercassi qualcosa mi darebbe enormemente fastidio se fosse un fattore anagrafico a dovermelo precludere. Preferirei fosse un fattore d’incompatibilità caratteriale (io sono e il pacchetto va preso con tutti i pro e i contro non cambio PIU’ per nessuno), un fattore di sgradevolezza estetica, un fattore di “mistannosulcazzoquellicomete”, ma NON due semplici numeri che vanno a comporre una cosa tristissima chiamata età. Ecco. Punto.

Ma adesso passiamo al punto forte della conversazione:

3) sei un po’ scarno
Se stessimo parlando del mio aspetto fisico lo considererei un complimento, ma dato che stavamo parlando della mia vita mi ha dato proprio fastidio. Ammetto la sinteticità delle mie risposte, ma ero infastidito dai punti precedentemente esplicati e non mi veniva di formulare nulla di che. E mi infastidisce il fatto che tu non abbia capito il mio infastidimento (ma si può dire?? Vabbè licenza poetica). Non sono affatto scarno! E vado a dimostrartelo!

• Ma dai parlami di te
1) di cosa pensi
Penso che ho un’amica che è deficiente e non me ne ero mai accorto prima d’ora. Penso che le parole amica e deficiente non dovrebbe essere inserite nella stessa frase e soprattutto non dovrebbero essere riscontrate nella stessa persona. Penso che è cominciato un nuovo anno ed io ho tanti progetti. Penso che ho paura di non riuscire a portarli a termine. Penso che sarò caparbio a sufficienza da compierli. Penso che quelli della TIM sono dei ladri perché con questa cazzo di chiavetta pago 2eurI l’ora per navigare. Penso che domani sera devo andare a prendere un caffè con un’amica (non quella deficiente di prima). Penso che devo aprire i libri per studiare data la mole d’esami che incombe. Penso che non ne ho voglia. Penso che mi farebbe piacere prendere un caffè con te e farci due risate reali. Penso che non ne ho voglia. Penso che tutto sto caffè finirà col farmi male. Penso che mia mamma sia straordinaria ma anche rompi palle. Penso che schifo perché a Italia1 c’è uno con un chiodo ficcato in un occhio. Penso che le mie amicizia sono calate vertiginosamente nell’ultimo anno. Penso di aver rivalutato il concetto di amicizia. Penso che delle volte mi faccia pena questo pover’uomo. Penso che se continuo a pensare e piango o vomito…

2) dei tuoi amori
Pensavo di averne avuti di più…sono pochi invece. L’amore della mia famiglia, e di pochissime altre persone Amiche. Ma se vuoi sapere dei grandi Amori beh su quelli…non ho molto da dire. Ce n’è stato uno…non corrisposto…o meglio…in corrispondibile nel senso proprio di impossibile. Con un ragazzo. Etero. La prima persona che mi abbia fatto sentire vivo per la prima volta. Quanto ho sofferto ma quanto sono stato bene. Senza pensare a nulla. Impulsivo al massimo. Facevo di tutto per lui. L’ho sommerso di lettere, regali, musica, tutto rigorosamente anonimo e senza far capire che fossi un lui. E ridevo. Stavo bene. Lo incontravo. Andavo a studiare nella biblioteca dove studiava lui. E lui li. Mi guardava. Salutava. Parlava. Sempre tranquillo. Carino. Simpatico. Ed io che sarei morto per una sua carezza. E lui sempre disponibile. Ed io che pensavo “chissà che faresti se sapessi che sono io”. Ed io che non sapevo che lui sapesse. Me lo hanno detto dopo un anno. Ed io impietrito. Senza parole. Sapeva che ero io. E non ho ricevuto mai un ammonimento da lui, mai un occhiataccia, ma indifferenza. Infondo sono stato fortunato. Forse era il suo modo per farmi capire che alla fine anche lui mia amava. O che almeno quello fosse il suo unico modo per amarmi, il lasciare che lo amassi. Ho pianto per lui. E mi sono sentito in colpa e un verme. E infinitamente grato. E l’ho lasciato andare…o sono io che me ne sono andato…
Adesso non cerco l’amore. Non so nemmeno se esita la fuori per me. So però che se anche ci fosse non sarei in grado di gestirlo adesso. Perché sono. Forse impreparato. Spero però di vederlo arrivare un giorno. Me lo immagino con una camicia bianca e in primavera. Non so perché.

2) dei tuoi desideri
Qui ci vorrebbe una lettera apposta! Ne ho tanti, ma proprio tanti. Vorrei laurearmi domani e trovare lavoro come traduttore dopodomani. Vorrei avere il mio bell’appartamento con le librerie stracolme di libri tradotti da me e le pareti viola e gialle. Vorrei avere gia la seconda laurea in “Storia del Teatro”. Vorrei aver messo in scena il mio spettacolo e che fosse un successo. Vorrei fare il pendolare Italia – Stati Uniti- India tutte le volte che non ho voglia. Vorrei poter mangiare latte freddo e pan di stelle tutta la vita, ma il latte mi fa venire la colite. Vorrei avere la macchina e fare quello che Elisa canta nella canzone “The waves”. Vorrei veramente imparare a fregarmene. Vorrei urlare un vaffanculo in mondo visione. Vorrei che tutti appoggiassero, anche senza approvare, chi sono. Vorrei morire per vedere chi vieni al mio funerale e poi alzarmi dalla bara facendo il gesto dell’ombrello. Vorrei incontrare una ragazza, conosciuta 7 anni fa su internet, è un’amica più reale di quelle reali. Vorrei far cessare l’ansia. Vorrei superare gli esami di questo semestre. Vorrei sapere cosa passa per la testa della mia nipotina di 8 mesi che non parla ma ride come una matta. Vorrei vedere la tua faccia in questo momento. Vorrei già aver finito di scrivere questa lettera e averti detto tutto ciò che ti dirò.

3) delle tue paranoie delle tue paure
Numerose come i desideri…forse anche un po’ di più. Ho paura che la gente si dimentichi di me. Ho paura che la gente non mi dimentichi. Ho paura della gente. Ho paura della morte. Ho paura della solitudine. Ho paura delle giostre tipo montagne russe e co. Ho paura dell’acqua (ma mi lavo!). Ho paura degli spazi chiusi piccoli e affollati. Ho paura degli esami che mi aspettano. Ho paura di non saper dire no. Ho paura che mi venga detto no. Ho paura di essere una persona sbagliata. Ho paura che sia sempre colpa mia. Ho paura di soffrire di depressione. Ho paura di rimanere un fallito. Ho paura di rimanere senza soldi. Ho paura della sofferenza e delle lunghe malattie. Ho paura di essere un po’ rincoglionito. Ho paura della tua reazione a questa lettera. Ho paura di cosa ci diremo io e quell’amica mia deficiente quando ci incontreremo per parlarne. Ho paura ad incontrare gente conosciuta su internet. Ho paura che a 50 anni potrei ritrovarmi a rimorchiare pischelletti su internet.Ho paura del terremoto. Ho paura della ceretta. Ho paura di non saper perdonare. Ho paura delle droghe e dell’alta velocità in macchina. Ho paura di molto molto altro…

4) delle tue dobbolezze
Un buon libro. Una canzone di Elisa. Un sorriso. Un paio di occhi che mi guardano negli occhi. L’inglese. Un piatto di parmigiana di melanzane. Le mani. La parola “porpora”. Le stelle cadenti. I telefilm Buffy e Streghe. Un vero amico. Una parola di conforto ed anche qui molto altro…

5) del tuo senso pratico e del successo
Senso pratico ne ho da vendere. Mi adatto a qualsiasi situazione. Non sporco, mi bastano tre pasti caldi al giorno e un posto dove dormire…adottami! Successi…non li definirei cosi ma piuttosto…Rivincite. Su me stesso. Sugli altri. Si, qualcuno ne ho avuto. Ma non basta. Ora aspiro ai veri SUCCESSI.

Credo di aver detto tutto quello che volevo dirti.
Mi sento incredibilmente sollevato e tu probabilmente con qualche diottria di meno (sempre che tu l’abbia letta tutta).
Questa lettera non vuole essere niente, non pretende una risposta, non pretende di farti cambiare idea su alcune cose. Sono parole senza pretese. Forse più per me che per te.
Penserai che sono un matto, maniaco compulsivo depressivo…chissà forse è così.
Forse no. Ma ci tengo a dartela.
Puoi leggerla, non leggerla (ma se sei arrivato a leggere qui significa che l’hai già letta) cancellarla, stamparla e bruciarla, usarla come carta igienica…insomma fanne quello che vuoi.
Però mi ha fatto piacere condividere queste cose con te…ed ora sono meno arrabbiato!
Ciao bello e scusa il lungo flusso di coscienza!

Bacio.

P.S. Non il vizio di rileggere le cose se ci sono errori di battitura…ignorali ed interpreta!

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